mercoledì 31 luglio 2019

Joséphine - VeraLab aka L'Estetista Cinica




Di Joséphine ho sia il latte corpo che l'eau de parfum in roll on, ovviamente hanno una intensità differente, ma quello che colpisce è come le note prevalenti siano diverse a seconda della formulazione, ovviamente provate sulla stessa pelle. In entrambe l'impatto iniziale è di una cesta di frutti maturi, piuttosto tropicali, dove, sulla mia pelle, prevalgono l'ananas e il cocco. Poi il cocco sparisce, e compare una nota molto fresca, quasi fredda, come di menta a livello tattile ma non a livello olfattivo. Dopo 5 ore, l'eau de parfum è ancora ben percettibile e sostanzialmente immutata, mentre del latte non v'è più traccia.
Il latte è godibilissimo, ha una consistenza setosa e vellutante, eppure leggera e quindi perfetta per quando fa caldo e senza l'effetto pellicola caratteristica di alcune creme corpo che personalmente non sopporto.

Una menzione di merito va a questa linea di profumi, prodotta da VeraLab, ossia L'Estetista Cinica, che coraggiosamente ha perseguito il suo obiettivo e ha saputo mantenere fede ai valori che si era posta. La linea di profumi, nello specifico, è dedicata a donne che hanno in qualche modo operato un punto di rottura tra il passato e il presente, gettando un ponte ideale futuro per le nuove donne e per chi vuole distinguersi non adeguandosi alla massa. In una sorta di femminino polivalente e indomito, che ha portato avanti le istanze di indipendenza e autostima per tutte.

Joséphine (VeraLab) - 2019 - Fruttato Cipriato (Paola Bottai per #cinismoliquido)
Lime, Ribes Nero, Cocco, Papaya, Ananas, Banana, Ylang-ylang, Mango, Legno di Sandalo, Muschio

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mercoledì 12 giugno 2019

Nirmal - Laboratorio Olfattivo



Nirmal è una parola Hindi che significa puro, candido, bianco. Per me questo profumo è legato ad un periodo e ad una persona che non c'è più. Parlavamo molto, anche di profumi e ricordo che si era avvicinato per annusarmi, era estate e indossavo Nirmal perché l'avevo appena scoperto e lo trovavo perfetto per la stagione e per come ero io con lui. Lui indossava Angelique sous la pluie, e questi due profumi stavano bene insieme. Parlavano di musica, di cibo verde e fresco, di dolci, di natura, di alberi e di come abbracciare sia una e che gli altri. Parlavano di speranza, ricordi, sbagli e rinascite. Lui con il suo modo di fare scanzonato che nascondeva una profonda malinconica tristezza, con la timidezza nel sedersi vicino vicino, con le gambe a contatto per mostrarmi le foto del suo cane, delle sue opere, delle cose che gli piacevano, porgendomi uno dei suoi due auricolari per ascoltare insieme la stessa musica. Occhi azzurri che il sole rendeva lucidi a specchio, la pupilla una capocchia di spillo nera in due lastre di ghiaccio riflettenti. Voglio ricordarlo così, mentre annusa il mio pareo bianco profumato di Nirmal e di Oriente, prendendolo delicatamente sfiorandomi la pelle.

Nirmal parte con la spigolosità di un vetro, aereo, bianco, croccante, lucido come un metallo.
Un vetro metallo, uno specchio.
Bianco è la parola che si compone immediata e spontanea nella mente, una immagine parola.
Bianco come un completo di lino bianco, come un pareo di cotone sottile che si solleva ritmico dalla pelle per un refolo di vento.
Improvvisamente, il profumo si scalda e sale secco verso l'alto per raggiungere, come una freccia scoccata nel silenzio del bosco, un punto preciso in mezzo agli occhi. Lo percepisci da dentro e cristallino ti apre il terzo occhio.
C'è una nota di pelle scamosciata che tiene legato il profumo a te, come un filamento argenteo che fluttua dall'ombelico del corpo astrale fino al tuo. Ti senti parte del bosco, sei albero, cervo, uccello, foglie. Luce.

Nirmal (Laboratorio Olfattivo) - 2010 - Orientale Floreale  (Rosine Courage)
Carota, Iris, Violetta, Cedro, Ambra, Camoscio 



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mercoledì 8 maggio 2019

Amarige - Givenchy


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Ogni tanto mi capita di inseguire una donna cercando di captare meglio il suo profumo e alla fine fermarla per chiederlo direttamente. Solitamente compare un sorriso aperto e compiaciuto dove prima magari c'era un volto teso. Sentirsi dire che buon profumo che hai, allarga il cuore. 
Un giorno stavo girovagando in cerca di spunti all'Ikea e improvvisamente, come un'esca luccicante, arriva da dietro di me, mi sorpassa e procede veloce questo profumo divino di fiori succulenti. Abbocco e mi rendo conto, troppo tardi, che è una pesca d'altura. 
La donna ha il passo svelto, di quelli che per una perversa correttezza seguono il percorso semi obbligato, ma sanno già che ciò che vogliono si trova nel piano sottostante. Vedo passare veloci davanti a me i vari ambienti e solo arrivate in zona biscotti allo zenzero, il traino ha un tentennamento. Rapida come un marlin individuo la signora e con un guizzo argenteo mi paleso davanti a lei, la annuso senza farmi notare, per avere la conferma di essere stata pescata da quella giusta, ma il profumo dei biscotti allo zenzero si mischia, confonde, inebria.
Ci provo lo stesso, sorrisone e - posso chiederle una cosa? Questo profumo magnifico che ha...che cos'è?
Gli occhi iniziano a sorridere per primi, si riempiono di stelle e poi la bocca si apre in una risata morbida, - sono i biscotti allo zenzero! 
Ma no - faccio io - sotto i biscotti, questo bouquet di fiori buonissimo... 
Amarige -  mi risponde  come ripescando un ricordo magico... - L'ho messo ieri sera.
Le sta divinamente - sorrido e la saluto. Sul viso gli occhi del marlin che è riuscito a liberarsi e ha pure guadagnato l'esca. Torno al mio vagabondaggio con la mente ad Amarige.

Amarige è un profumo di quelli come li facevano una volta. Un tripudio di fiori, stordente, radioso, sensualmente raffinato, senza carnalità, come una sposa nel suo giorno più bello. Amarige difatti è l'anagramma di Mariage, e la bellezza di questo bouquet di fiori ricchissimo è una bellezza che racchiude una promessa di tenerezza e seduzione, di amore senza fine.

Amarige (Givenchy) - 1991 - Floreale (Dominique Ropion)
Fiori d'Arancio, Prugna, Mandarino, Violetta, Pesca, Neroli, Legno di Rosa Brasiliano, Bacche Rosse, Mimosa, Garofano, Robinia, Tuberosa, Ribes Nero, Gardenia, Cassia, Orchidea, Gelsomino, Ylang-ylang, Rosa, Sandalo, Fava Tonka, Ambra, Muschio, Vaniglia, Note Legnose, Cedro



mercoledì 24 aprile 2019

Scent #1 - Zara






Erbaceo, come gambi di prezzemolo fresco, tagliati a coltello, una punta di piccantezza, forse il prezzemolo è coriandolo in fondo... Si apre una borsa di cuoio, annuso l'interno: odore di cuoio dalla parte scamosciata e vellutata, un fiore leggermente malinconico in lontananza, piccoli semi di cardamomo confettati all'indiana, polverosi e non certo zuccherini.
E poi un ricordo ripescato dagli anni della mia adolescenza, mio padre tornato dall'India, in pieno inverno, indossando un completo estivo totalmente intriso di profumo di sandalo, caldo ed esotico, un piccolo rosario buddista in legno di sandalo portatomi in dono, negli occhi visioni di paesaggi lontani, misteriosi e modificanti.
Scent #1, come altri profumi al sandalo o cuoiati, mi attrae e soddisfa in me la voglia di annusare la pelle di uomo. Non riesco a portarlo a lungo, ne a portarlo unicamente, in questo periodo della mia vita. Troppa malinconia.
Ogni tanto lo porto unito ad un bel femminile molto potente. Ma questo è un profumo che, nonostante il costo irrisorio, ha una personalità forte, persistente all'inverosimile, non malleabile e non layerizzabile facilmente.  Rimane monolitico sulle sue e non si mischia, ma offre il dono del misticismo a chi sa accettarlo.




Scent #1 (Zara) - 2018 - Cuoio ()
Cardamomo, Cuoio, Violetta


mercoledì 3 aprile 2019

Manila Grace - Manila Grace


Pancia di gatto, o per chi non ha mai avuto la fortuna di affondare il naso nella morbidezza calda, pelosa e ronfante di un gatto, odore di stoffa di cotone umido scaldato dal ferro da stiro, un po' più a lungo del dovuto. E poi profumo di impasto di torta crudo, frizzante di lievito vanigliato, in cui è stato aggiunto una bella spruzzata di limone, succo e goccioline dell'olio essenziale che esala dalla  buccia schiacciata tra le dita. Odore di farina sul burro, di forno che si sta scaldando. Quell'odore-sensazione di casa.
Un grappolino di fiorellini bianchi, e leggerissima peluria di foglie di geranio accarezzate dal vento che entra dal balcone affacciato su una piazza.
Odore di biscotto e di tè con il limone. Odore di merenda dopo la scuola di danza di quando ero bambina. Si apre una scatola dei biscotti allo zenzero, odore di latta e panpepato. Il tempo di sceglierne uno e si richiude. Fiori che sanno di succo di limone, fresie forse, e succo asprigno dei gambi e dei fiori di trifoglio.
Un profumo bambino, per sentirsi innocente e scivolare in un sonno nel riparo casalingo, del respiro della mamma che si avvicina per darti il bacio della buonanotte, dell'odore della sua pelle e del suo profumo, cullato dei rumori rassicuranti della casa.


Manila Grace (Manila Grace) - 2015 - Floreale Fruttato Gourmand (-)
Limone, Geranio, Ribes Nero, Cardamomo, Cupcake, Mughetto, Pesca Bianca, Pan di Zenzero, Cocco, Vaniglia, Cedro, Amberwood




mercoledì 13 marzo 2019

Alambar - Laboratorio Olfattivo


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Ambra al cubo. Si perché Enrico Buccella, libero di sperimentare grazie a Laboratorio Olfattivo, ha messo l'ambra (o le ambre, non ci è dato sapere) in tutte le fasi dello sviluppo di Alambar.
Chi si aspetta il solito profumo all'ambra, rimarrà sorpreso. Alambar ha una qualità di freschezza iniziale che lo fa discostare dai profumi orientali densi e femminili solitamente associati all'ambra. Vedrei Alambar anche su un uomo, con quella sua nota di pelle pulita e fresca di rasatura data dal bergamotto iniziale.
Dopo circa 10 minuti, Alambar tira fuori i denti e sono denti che hanno assaggiato cacao e cannella, ti mordicchiano lasciandoti il segno e i baffi di cacao. Sono mordicchiamenti rapidi, speziati e leggermente amari, pungenti e caldi, un po' pepati. Annusi e percepisci l'aromaticità piccante e calda della cannella più come una sensazione tattile, sulla lingua e sulle labbra, mentre il naso si confonde tra polvere di cacao amaro e polvere di ambra.
Ritorna lo zest di bergamotto, e come in una formula magica circolare, in cui il nome del profumo diventa un mantra, senza inizio ne fine, confondendo e formando una nuova parola che rotola, il profumo ti avvolge come in una sciarpa morbida, che si fonde con il fumo e muta sulla pelle rendendo unico e riconoscibile tra mille chi lo indossa. A tratti saponoso, legnoso, speziato, quasi cuoiato, e poi ritorna morbido, rotolando nel suo cerchio senza fine.

Alambar

Alambar (Laboratorio Olfattivo) - 2010 - Orientale (Enrico Buccella)

Bergamotto, Cacao, Ambra, Cannella, Vaniglia, Ambra, Ambra




mercoledì 6 febbraio 2019

Circe - VeraLab aka L'Estetista Cinica

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"Ascoltami, io ti darò qualcosa che ti farà scordare i tuoi sogni meschini..."

Così Circe apostrofa Ulisse offrendogli la possibilità di diventare un dio. Come è finita lo si sa.
Ma ciò che importa è che questa maga, per amore, era disposta a donare tutta se stessa e ad elevare l'uomo mortale, al pari di un dio.
Visto che Ulisse ha declinato, l'invito lo accogliamo noi, e indossando questo profumo ci si potrà sentire una dea.

Con la sua partenza evocativa di macchia mediterranea, isola dell'Egeo, estate sulla pelle, setosità e morbidezza di un abito drappeggiato sul corpo dorato dal sole, capelli puliti sciolti sulle spalle, stelle negli occhi, così Circe mantiene la sua promessa.
Dopo poco, gli agrumi zuccherini e l'estate arretrano per lasciare il posto a note di bucce d'arancia candita, vaniglia, pasta di mandorle, bosco.
E' un bosco che si dipana ai bordi di un sentiero ombreggiato, a pochi metri dal mare che si frange sugli scogli. Il sole dardeggiante tra i rami degli alberi, la comunione con la natura.
Come una piccola dea che cammina a piedi nudi, incurante poiché immortale, delle piccolezze degli esseri umani.

Circe (VeraLab) - 2017 - Gourmand Talcato (Cristina Fogazzi per #cinismoliquido)
Agrumi, Vaniglia, Muschio, Arancio Candito


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mercoledì 16 gennaio 2019

Opoponax - Diptyque

Tutto ha avuto inizio da una candela di Mad et Len chiamata Petits Papiers.
A parte il fatto che è un oggetto di misteriosa bellezza, è una bugie apothicaire della serie che Mad et Len ha prodotto racchiusa in un vaso di ferro battuto, con il suo coperchio, opera di un fabbro nordafricano che le crea a mano, il suo profumo per me è una meraviglia. Assuefacente.
Così tanto che ho provato a prelevare un po' della sua cera naturale con il dito e ad applicarla sui polsi. Dopo ore il profumo inebriante del benzoino, delle mandorle, delle resine e dei balsami era ancora li, caldo, morbido e soavemente vanigliato come solo il benzoino sa essere.
Dopo qualche giorno, alla ricerca di un profumo simile, mi sono imbattuta nell'ultimo pezzo di Opoponax di Diptyque risalente a prima del repackaging, insieme all'ultima boccetta da 100 ml di Traversée du Bosphore dell'Artisan Parfumeur pre riformulazione. Ovviamente non me li sono lasciati sfuggire, conosco e ho già Traversée du Bosphore e trovo sia un profumo magnifico della famiglia Loukum senza che abbia la polverosità fastidiosa degli altri loukum.
Ma procediamo.
Opoponax di Diptyque è la fragranza per la casa abbinata ad Eau Lente, che possiedo e custodisco gelosamente e centellino.
Torno a casa e provo Opoponax sulle tende, si sprigiona un profumo speziato buonissimo, un pochino bruciante, lo annuso nell'aria e penso come mi sembri sprecato per le tende, così ne provo un micro spruzzo sul polso. Nessuna reazione strana. Riprovo, questa volta una dose normale.
L'inizio è caldo, speziato, di cannella e di arancia candita, di pepe nero e mirra. Poi arriva un'ondata di agrumi amari, resine e fiori d'arancio, di mirra dolce (l'opoponax) e bacello di cardamomo, noce moscata, macis (quella cannella meno pungente e più rotonda), chiodi di garofano, pepe bianco profumato e aromatico... un tripudio di essenze legnose, balsamiche e resinose che ho cercato di annotare e messo nella lista delle note qui sotto, visto che in questo caso le informazioni sono laconiche. Così come l'anno di creazione, che presumo sia intorno al 1986, data di uscita di Eau Lente e dei nasi creatori che nel caso di Diptyque sono sempre loro.
Dopo circa una mezz'oretta il profumo (perché di profumo si tratta d'ora in poi per me) si fonde con la pelle e comincia ad emanare, un sentore morbido, talcato e famigliare. Continuo ad annusare e sotto il calore delle mie narici avviene una misteriosa trasformazione, quello che sto annusando è uno Shalimar morbidissimo, privo della nota fredda leggermente plasticosa che me lo aveva fatto considerare "non per me" quando nel giugno del 2008 mi ero imbattuta in una delle tante riformulazioni. Questo è lo Shalimar che ricordavo da piccola, spruzzato dalle sorelle di mia mamma mentre si preparavano ad uscire. Il vero Shalimar. Un profumo estremamente raffinato, esoticamente femminile, caldo e vibrante, avvolgente come una nuvola talcata di bellezza senza tempo.
Capostite di una nuova concezione dei profumi orientali, innovativo e seducente.
Sono felice, felice di questa fortunata scoperta, di avere il mio Shalimar che si fonde perfettamente con me, senza asperità ne note stonate. Un punto fermo per quando non ci si riesce a decidere tra tutti gli altri profumi e si ha voglia di essere semplicemente incantevoli senza sforzo.
Quelle magnifique surprise!

Opoponax (Diptyque) - Presumo: 1986 - Orientale Legnoso (Desmond Knox-Leet, Serge Kaloguine )
Opoponax, Mirra, Mirra Dolce, Fiori d'Arancio, Arancia Candita, Vaniglia Balsamica, Pane Speziato, Cedro, Bergamotto, Resine, Incenso, Limone, Cannella, Chiodi di Garofano, Cardamomo, Anice Stellato, Pepe Nero, Pepe Bianco, Macis, Chiodi di Garofano, Noce Moscata, Storace, Legni, Cuoio, Fumo di Incenso delle Chiese Ortodosse, Ambra, Cera d'Api, Benzoino, Iris, Sandalo, Patchouli, Vetiver, Rosa, Gelsomino, Muschio, Zibetto, Fava Tonka



mercoledì 2 gennaio 2019

Fleur Narcotique - Manila Grace






All'inizio è La Rosa.
Vellutata, morbidissima. Dai petali di un rosso cupo, quasi violaceo, senza riflessi, in assorbimento totale della luce, come fosse nutrimento. Una rosa carnivora e aviluppante, narcotica.
Sotto, come un tappeto dai disegni misteriosi ed ipnotici, si srotolano note calde, a tratti piccanti, morbidamente aromatiche, di una dolcezza notturna. Non c'è nulla di squillante, o acerbo o metallico o aspro o pungente. Petali di rosa presi con le punte delle dita ed appoggiati delicatamente su un letto di muschio, frutta matura, foglie fragranti, bacelli e resine. Per un fugace momento compare una nota di dolcetto di meringa che si ritrae e si sbriciola sotto il peso delle rose.
E poi è totale abbandono e Voluttà.


Fleur Narcotique (Manila Grace) - 2016 - Orientale Vanigliato (-)
Zenzero, Foglia di Tabacco, Prugna, Fava Tonka, Cedro, Chiodi di Garofano, Rosa, Pralina, Vaniglia, Benzoino, Muschio





mercoledì 19 dicembre 2018

Dorée du Blancheide - Blancheide




Dorée du Blancheide è un profumo meraviglioso, caldo, morbidamente speziato, un panpepato frizzante, leggermente gourmand ma senza essere cibesco.
Non c'è traccia di questo profumo su nessun sito, neanche su quello di Blancheide stesso. Come fosse un esperimento di cui si sono cancellate tutte le tracce.
Eppure un profumo così, sostanzialmente differente da ogni altra cosa già sentita, precursore forse di altri profumi venuti in seguito, mancava.
E' uno di quei profumi che ti fanno avvicinare ed annusare, per scoprire da dove arriva questo odore buonissimo, ah sei tu?! Sai di buono, ti mangerei.
Il pepe e il chiodo di garofano, mimano un pan di zenzero più morbido e raffinato, la Vaniglia e la Nocciola sono sostenute e rese cooprotagoniste di tre legni importanti, secchi, aromatici e balsamici. Ha una persistenza notevole e un buon potere di proiezione, crea un'aurea dorata appunto, che ti fa sentire avvolta e protetta. Il Pepe rimane per lungo tempo, dando, ad ogni annusata, una sferzata piccante e calda alle narici. E' una meraviglia.
L'idea che possa finire e non poterlo trovare più mi rende malinconica, ma basta annusarlo e ti regala il suo calore e la sua felicità bambina, come un regalo di Natale inaspettato, trovato sotto il ramo più basso dell'albero.
Verso la fine, sembra quasi di percepire l'odore del fumo di camino in montagna, quando cammini per le strade di un paesino, e questo profumo atavico ti pervade tutta.



Dorée du Blancheide (Blancheide) - ? - Legnoso Speziato Gourmand (Pierre Stephane Rubis)
Essenza di Pepe Rosa, Essenza di Legno di Cedro, Essenza di Garofano, Essenza di Vetiver di Haiti, Essenza di Legno di Guaiaco, Nocciola, Assoluta di Castoreo, Muschio Bianco, Vaniglia delle Isole

giovedì 22 novembre 2018

Coco Vanille - Mancera

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La prima volta che ho sentito Coco Vanille è stato annusandolo da una donna dalla bellezza esotica e dalla gentilezza suadente. Le dico che profumo inebriante emana e lei per tutta risposta, tira fuori dalla capiente borsa di cuoio questa boccetta minimale, e me ne spruzza un po' sul braccio sorridendomi. Conosce la mia passione per i profumi o forse l'ha percepita.
Coco Vanille mi ricorda, in parte, un olio per il corpo di E. Coudray che si chiamava appunto Vanille et Coco. Ne ha la partenza, morbida e cremosa, femminile, con un accenno di fiore delicato e nascosto. Poi si discosta ed assume una valenza quasi zuccherina, come di frutta sciroppata, appena appena acidula. Subentra una nota che ricorda le vacanze, la spiaggia, il mare, il sole caldo, la sabbia.
E' un odore di estate, di pelle calda baciata dal sole, nutrita e setosa. Una leggera nota mandorlata, che diventa quasi un confetto, senza la polverosità dei profumi confettosi, ma come un confetto di mandorla ricoperta di cioccolato bianco al cocco racchiuso nel guscio di zucchero bianco confettato e duro.
E' un profumo godurioso, ma sopra il confetto, il cocco, la vaniglia e lo zucchero, aleggiano ben presenti dei fiori bianchi molto femminili e solari, dove si percepisce più distinto il Tiarè, privato della nota amarognola stucchevole che di solito non me lo fa amare totalmente.
Legno e muschio bianco pulito arrivano in fondo, verso la fine, quando il sole tramonta e la spiaggia si svuota, quando rimangono a guardare il sole che si tuffa nel mare, pochi e sparuti romantici, con la pelle che rabbrividisce sotto la carezza della brezza serale.




Coco Vanille (Mancera) - 2016 - Orientale Vanigliato (Pierre Montale)
Cocco, Pesca Bianca, Gelsomino, Ylang ylang, Tiarè, Muschio Bianco, Note Legnose, Vaniglia del Madagascar

mercoledì 7 novembre 2018

Narciso Rodriguez for Her EdT - Narciso Rodriguez























Ricordo che quando uscì Narciso Rodriguez for Her (l'eau de toilette, nel flacone nero con la scatola rosa) nessuno sapeva chi fosse Narciso Rodriguez. Annusai il profumo senza preconcetti e mi piacque subito. Così diverso da tutti, da tutto ciò che era uscito prima e durante, diverso dalla tipologia dei profumi che fino ad ora avevo scelto. Mi piacque subito ma non lo comprai, ogni tanto faccio questi errori e poi magari quando mi decido il profumo è stato tolto dal mercato...
Dopo qualche tempo uscì l'eau de parfum, con il flacone rosa ma nella scatola nera, ricordo che pensai subito che era diverso e che era più forte, persistente, scioso il primo, l'eau de toilette.
Le commesse dell'epoca erano di poco aiuto, non sapevano nulla neanche di chi fosse il profumo.
Passato un po' di tempo, la mia passione per i profumi si era fatta più profonda, studiavo, comparavo, leggevo tantissimo. Giravo per le profumerie annusando le novità, e finalmente, con una coscienza di me diversa, accettai il Narciso Rodriguez for Her nella sua boccetta nera, come una parte di me che ancora non avevo esplorato.
Arrivarono altri profumi, fioriti, speziati, legnosi, orientali, la mia vita ebbe due cambi fondamentali e fortissimi in due aspetti importanti, lavoro e vita privata.
Una sera, ormai totalmente calata nel nuovo lavoro, con colleghe affini, sento il profumo ineffabile lasciato dalla collega che aveva finito poco prima di me. Un'urgenza di sapere cos'era questo profumo così femminile in maniera totalmente diversa alla femminilità a cui ero abituata, e ricevuta risposta e uno spruzzo di prova sulla pelle, riesco ad annusare l'effetto di questa nuova declinazione di iperfemminilità sulla mia pelle.

Narciso Rodriguez for Her edt appena spruzzato è una ventata di fiori bianchi, freddi anzi no aerei,
come nelle fragranze di altri tempi, non c'è la strenuante volontà di rendere riconoscibili i fiori d'arancio piuttosto che l'osmanto, è un bouquet minimale, e c'è una nota che io riconduco al profumo di una pelle maschile, pulitissima e asciutta. E' come se un uomo dalla pelle leggermente olivastra stringesse nel suo pugno dei boccioli di fiori bianchi che hanno iniziato a schiudersi, i petali si staccano e cadono passando attraverso le sue dita, leggermente scostate e morbide che saggiano la vellutatezza dei petali candidi.
C'è un sentore leggermente amaro, come di albedo di agrume, è solo una risonanza lontana, e odore di pelle pulita, di uomo, leggermente profumata, un profumo etereo, sottile, che c'è ma non si impone, trasparente, che esiste solo per sostenere ed esaltare il profumo dei fiori e della donna amata.
E' un tipo di sostegno amoroso, che lascia libera espressione ed esalta le qualità femminili.
Che lascia irraggiare nei metri attorno la fragranza e che la tiene legata alla sua pelle per tantissimo tempo.
Quando lo indosso, mi sento iperfemminile, ma di una sensualità nascosta, percepibile attraverso le movenze precise e asciutte, come una sorgente che scorre sottopelle.

Dopo qualche ora arriva un'ambra soffice ma elettrica, che sostiene il muschio e non ha connotazioni vanigliate, ne dolci. E' un profumo sontuoso in una modalità totalmente diversa dal solito.
E' suadente, asciutto, pulito, perfetto e nello stesso tempo sensuale. Senza una grinza.
Un profumo scattante, che appartiene ad una grande metropoli come New York, asciutto e deciso, elegante senza orpelli.
Io giorno dopo, ti svegli, e nell'aria fresca del mattino lo senti che è ancora li, sulla tua pelle.


Narciso Rodriguez for Her EdT (Narciso Rodriguez) - 2003 - Floreale Legnoso Muschiato (Christine Nagel, Francis Kurkdjian)

Osmanto, Fiori d'Arancio Africano, Bergamotto, Muschio Animale, Ambra amberlyn, Vetiver, Vaniglia, Patchouli 


giovedì 18 ottobre 2018

Giorgio - Giorgio Beverly Hills


Erano gli anni '80, i profumi dovevano rispecchiare quei giorni di estremo glamour, eccessi,  spensieratezza, rampantismo, bellezza chiassosa e un po' sopra le righe. Giorgio Beverly Hills voleva essere di più di tutti, che già erano più. Quindi scaturisce questo profumo, che insieme a Poison di Dior, si contendeva il primato dei cartelli di divieto di indossarli nei ristoranti.
Una esplosione di fiori bianchi, opulenti, carnosi, stordenti, in iper emanazione olfattiva, mixati in una cornucopia di frutti maturi e, per fissare bene il tutto (per ore) (con una proiezione di decine di metri) ambre, resine, muschi e legni.
Ma non bisogna pensare ai fioriti con l'idea di oggi, come ogni floreale dell'epoca, non si riesce a distinguere una nota sopra le altre ma piuttosto una firma floreale che si incatena alla pelle e ai vestiti, dando l'idea di femminilità stessa di quell'epoca.
Ha una partenza quasi amara, come se, inebriati dal profumo di un fiore bianco carnoso, annusandone profondamente la corolla, persi nel deliquio, ne assaggiassimo un petalo e li, affondando in denti, trovassimo l'amarezza dell'essenza concentrata trattenuta dalla succosa acqua di vegetazione.
In un vortice lussurioso, Giorgio ti prende e ti trascina, quasi strattonandoti, e corre e va, procede alto e fiero, a lunghe falcate taccate, precedendoti di metri, dandoti il distacco, arrivando molto prima di te. Eccomi qui. Sono Io. Lei arriva fra un po'...
Sorride a tutto denti, come quelle attrici americane dal sorriso bianchissimo, smagliante, aperto e disarmante, i capelli biondi vaporosi e folti, messi in piega dal vento e colorati dal sole della California, di Los Angeles, di Beverly Hills.




Giorgio (Giorgio Beverly Hills) - 1981 - Floreale (Bob Aliano)
Albicocca, Fiore d'Arancio, Pesca, Bergamotto, Tuberosa, Gardenia, Orchidea, Gelsomino, Ylang ylang, Rosa, Sandalo, Ambra, Camomilla, Patchouli, Muschio, Muschio di Quercia, Vaniglia, Cedro






mercoledì 10 ottobre 2018

Féminité du Bois - Serge Lutens - Shiseido


La prima volta che ho avuto modo di annusare Féminité du Bois era ancora nella boccetta sinuosa di Shiseido, era appena uscito ed era il profumo che portava la mia amica Tiziana, una donna bellissima e dolce, con una nuvola di capelli biondi lunghi e vaporosi, l'incarnato di porcellana e le movenze morbide di una fata buona. Era il suo profumo, le si addiceva moltissimo.
Risentendolo oggi, la prima cosa che si nota è la quasi totale mancanza delle spezie, che prima aprivano il profumo, in maniera secca ed austera. Ora è come se partisse già dalla fase successiva, dove le spezie si ammorbidiscono nell'abbraccio sciropposo della prugna e della cera d'api, che porta in sé stessa una nota lontanissima di miele d'acacia. I fiori sono un tappeto morbido e ovattato sul quale si adagia una nota scamosciata che amo molto. C'è una violetta candita, zuccherina, contrapposta al profumo di legni morbidi e suadenti, come una foresta incantata, nella quale procedi, il rumore dei passi attutiti dal terreno ricoperto di foglie umide, gli alberi che ti racchiudono in un abbraccio come una cupola, un velo di malinconia, e poi lo squittio di piccoli animali, il profumo della loro pelliccia leggermente coperta dalla brina, piccoli fiori del sottobosco, la natura che si appresta ad affrontare le lunghe notti dell'inverno.
Ancora fino a qualche tempo fa, nella versione di Serge Lutens con la boccetta da 50 ml, trasparente, che faceva intravedere il liquido color glicine, Féminité du Bois era un profumo diverso dagli altri, che si faceva riconoscere nella folla.
Ora che sono state ritirate tutte e sostituite con la versione più grande e dalla grafica moderna, non ho il coraggio di tornare ad annusare.
La malinconia che prima era un passaggio momentaneo del profumo ora è tangibile e concreta.

Féminité du Bois (Serge Lutens già Shiseido) - 2009 (1992) - Orientale Legnoso (Christopher Sheldrake) (Pierre Bourdon, Christopher Sheldrake)
(Miele, Garofano, Cera d'Api, Cardamomo), Cedro della Virginia, Prugna, Pesca, Cannella, Chiodi di Garofano, Ylang-ylang, Violetta, Fiori d'arancio, Zenzero, Rosa, Vaniglia, Sandalo, Benzoino, Muschio animale 





mercoledì 19 settembre 2018

Terre d'Hermès - Hermès




Terre d'Hermès, parlo dell' eau de toilette, la composizione che è più diffusa, conosciuta e riconosciuta è un profumo che mi piace moltissimo. E' entrato a fare parte della piccola schiera di profumi dedicati al pubblico maschile, che ho acquisito e che uso ogni tanto, quando voglio sentirmi circondata da braccia virili, anche se sono le mie, quando voglio sentirmi anticonformista in maniera secca e un po' mascolina.
Si dice nomen omen quando il nome corrisponde alla cosa, come dire di nome e di fatto e Terre d'Hermès è di fatto un profumo tellurico.
Dopo la partenza fugace di albedo di agrumi, della sensazione di olio essenziale scaturito dalla buccia del pompelmo, rimasta sulle dita e trasferita sulle mucose delle labbra a far sentire in maniera pungente l'amaro agrumato di questo piccolo sole giallo, subentra un odore di terra secca, fortemente minerale, come di roccia sbriciolata e scaldata dal sole cocente di una regione montagnosa desertica. Profumo di gesso, come quello usato da un free climber nella sua solitaria arrampicata a mani nude, saggiando ogni volta come la prima volta lo spuntone di roccia sul quale fare appoggio e affidamento.
E' una arrampicata nel silenzio, profumo di terra smossa, di radici di piantine caparbie, abbarbicate con tutta la loro forza a strapiombo nel nulla.

C'è un respiro caldo dato dal pepe. E' una sensazione profumo, scaldante, che risale nelle narici e modifica la temperatura della pelle e dei recettori olfattivi.
Ritorna una nota pungente, metallica, lucida e aerea, e una nota amara come masticare una radice non ripulita dalla terra. Un sapore di gomma e asfalto caldo, lontano, come di orme di pneumatici che ritornano molli sulla strada arroventata dal sole, che si librano nell'aria e viaggiano sotto forma di molecole libere e disgiunte fino a raggiungere altitudini non terrene, sfuggendo alla loro natura fortemente umana di propaggini urbane nel deserto.
Il profumo è di terra calda, solare, privo di ogni elemento ctonio. E' la montagna e il suo stare nell'aria e nel sole.
Odore di sale e di terra mischiati. Lo scalatore ha raggiunto la vetta, si issa con la sola forza delle sue braccia, i muscoli sporchi e puliti di terriccio e sudore asciugato dal vento, i raggi di sole che penetrano filtrati dalle ciglia socchiuse, il respiro che torna lento e regolare, le mani che accarezzano la terra dolcemente, in una fusione completa con la natura e la consapevolezza della mortalità umana.








Terre d'Hermes - Eau de Toilette (Hermès) - 2006 - Legnoso Speziato  (Jean-Claude Ellena)
Arancio, Pompelmo, Pepe, Geranio Pelargonio, Patchouli, Cedro, Vetiver, Benzoino



mercoledì 5 settembre 2018

Méharées - L'erbolario













Méharées, sulla mia pelle, ha una partenza che non mi piace molto, un qualcosa a metà tra il musk aggressivo di alcuni profumi maschili e una morsa alla gola. Fortunatamente ho imparato ad aspettare, e che le note di partenza spesso sono solo fumo negli occhi che spariscono subito, rivelando la vera natura a chi ha pazienza.
Infatti, dopo circa dieci minuti, questo profumo si ammorbidisce e diventa quasi dolce.
Non ha una dolcezza gourmand, ma piuttosto l'idea di dolcezza zuccherina dei datteri canditi che può giungere da una rivisitazione olfattiva e non gustativa.
Mi spiego meglio.
Negli ultimi decenni, nel panorama dei profumi, si è affacciata una nuova modalità di espressione, gourmand appunto, tanto da far quasi nascere l'esigenza di aggiungere una nuova famiglia olfattiva. Questi profumi ricreano le note del cioccolato, del latte, della vaniglia, dei frutti, del caffè, non come in passato, dove queste note sono sempre entrate nelle composizioni dei profumi, miscelandosi e fondendosi con resine, spezie, legni e fiori, aldeidi e molecole di sintesi dando luogo a profumi molto complessi tipici delle decadi antecedenti agli anni 2000, ma, da un certo punto nella linea temporale in poi, sono diventate la nota dominante di creazioni lineari e quasi mononota, dove l'intento è quello di rendere il profumo una più possibile realistica riproduzione di questi cibi golosi, normalmente dolci, che innescano una risposta più gustativa che olfattiva, o meglio entrambe ma con una preponderanza per il senso del gusto.
Nascono così tutta una serie di fragranze golose, zuccherine, calde, morbide, che richiamano i sapori dell'infanzia o della frutta fresca o dei dessert. Vaniglie budinose, cioccolati, latte, acqua e zucchero, praline, meringhe, caramelli, e in corrispondenza di questa virata, si è notato una povertà di fantasia nella ricerca dei nomi dei profumi. Ma questa è un'altra storia...
Méharées quindi non è dolce di datteri come siamo abituati ultimamente a pensare, ma è un idea di dattero, di scorza d'arancio candita, di calore e di un po' di sabbia e di lana, che un profumiere, come un pittore, può provare a rappresentare. Non il realismo, ma l'interpretazione di una fantasia.
Ecco, questo è quello che io chiamo un profumo sciarpa, avvolgente come una pashmina di cachemire, che rende molto meglio su questi tessuti piuttosto che sulla pelle. Vaporizzato sulla sciarpa rimane per un paio di giorni, morbido, caldo, leggermente speziato ma non pungente, talcato come un talco adulto, leggermente profumato al gelsomino e alla rosa, vanigliato, legnoso dolce non resinoso un po' secco.
Muovi la sciarpa e un effluvio delizioso, in modo sensuale non mangereccio, sale e ti avvolge in un abbraccio. La nuvola abbraccio se ne sta li un po', in sospensione sulle tue spalle e poi si riabbassa, fino al prossimo movimento, dove prontamente si rialza e tu te ne stai come sotto un'ala protettrice.
Sicuramente un profumo per l'autunno o l'inverno, dove dona un piccolo sole caldo ad ogni gesto.

Méharées (L'Erbolario) - 1980 - Orientale Speziato ()
Bergamotto, Arancia, Rosa, Cannella, Cedro, Legno di Guaiaco, Patchouli, Sandalo, Vaniglia, Ambra, Muschio

venerdì 17 agosto 2018

Tuberose - Monotheme Venezia



C'è un preciso momento dell'anno in cui, improvvisamente, mi scatta la necessità di profumo di tuberosa.
Si dice che questa voglia sia correlata con il periodo di fioritura di questo fiore vibrante ed esotico, dalla primavera fino ad estate inoltrata. E anche quest'anno non ha fatto eccezioni, inizio a desiderare profumi fioriti quando iniziano le prime giornate tiepide e con il cielo limpido, quando la brezzolina è ancora fresca ma se ti metti al sole i raggi fanno sentire il loro tepore sulla pelle appena scoperta.
E' un desiderio di fiori bianchi all'inizio, delicati e un po' indefiniti. Poi, quando dalla siepe di gelsomino sotto la finestra, di notte, sale il loro magnifico profumo, nella mia mente scatta il desiderio di profumare di gelsomino, di tuberosa, di ylang ylang.
Prepotente ed inebriante.
Il profumo della tuberosa ha una partenza canforata mentolata, che mi piace moltissimo poi subentra la cremosità un po' lattea oppure in alcuni profumi la magnificenza fiorita delle corolle aperte e palpitanti.

Ecco, Tuberose di Monotheme riguarda la seconda qualità. Ha una partenza fresca ed energizzante, leggermente calda alle narici quasi pepata e poi compare la tuberosa pienamente fiorita, femminile, fresca e pungente. Dopo poco si aggiunge una nota più morbida che può sembrare un legno di sandalo leggerissimo, per poco, un'ombra, e di nuovo Tuberose ritorna sulla sua nota centrale.
Ha una durata piuttosto longeva per essere un eau de toilette e soprattutto una bella aurea che si posiziona tutta intorno per un buon metro, metro emmezzo.

Mi piace e mi fa sentire femminile in maniera elegante, vaporizzo una nuvola e ci entro, e un bel sorriso mi si dipinge sul volto.

Tuberose (Monotheme Venezia) - 2017 - Floreale (Lorenzo Vidal - Pierre Constantin Gueros per Symrise)
Cocco, Petitgrain, Fiori Bianchi, Tuberosa, Ambra, Vaniglia, Legno di Cedro





martedì 14 agosto 2018

Alkemi - Laboratorio Olfattivo

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Ho ricevuto in regalo una sciarpa e due ventagli ieri, me li hanno regalati di notte e guardando la sciarpa sotto la luce artificiale era verde brillante.
Il mattino dopo, alla luce del giorno, osservo i disegni cashmere che si dipanano in nuance dal beige all'oro al bianco al cioccolato su un fondo blu verde pavone.
Gli avvicino uno dei due ventagli, è di legno lucido verde e la sciarpa sembra verde petrolio, quando gli avvicino il ventaglio blu scuro, la sciarpa diventa blu pavone.
E' bellissima, è del colore che cercavo da anni, anni in cui ho ricevuto pashmine rosse e nere a disegni grafici e dalle forme assurde, o in cui trovavo pashmine bordeaux oppure fluo.
Ci sono oggetti che amo solo in alcuni colori, ci sono oggetti che sono belli perché legati ad un ricordo o perché li portava una bella donna. Quella pashmina lì, a disegni classici color oro su fondo blu verde pavone, l'avevo vista al collo di una rossa e me ne ero innamorata.
Ora quella pashmina li ce l'ho anche io. E' morbida e calda come un abbraccio di una amica materna.
Ho messo la sciarpa attorno al collo mentre provo Alkemi, che già conosco e adoro.
Alkemi è un profumo dal disegno antico come la mia sciarpa, e come lei è mutevole, blu o verde, Alkemi ti inebria da subito a volte con il solo Ylang-ylang, carnoso e fragrante, a volte parte con le resine e gli incensi caldi e misteriosi, a volte senti per primi i legni, amari e secchi.
In continuo mutamento, stordente quasi all'inizio, poi si acquieta, si scalda accovacciandosi sulla pelle e si placa. Caldo e morbido come una sciarpa di lana.
Sul finire, come un riflesso di sole, dalla mia pelle si solleva impalpabile il profumo del legno di sandalo, reso morbido ma non dolce da una vaniglia quasi talcata, partono altri ricordi e un altro viaggio...

Immagine correlata

Alkemi (Laboratorio Olfattivo) - 2010 - Orientale Legnoso Balsamico (Marie Duchene)
Ylang-Ylang, Ambra, Incenso d'Arabia, Patchouli Indonesiano, Mirra, Cedro dell'Atlante, Bois de Cachemire, Vaniglia ambrata, Legno di Sandalo

by Irini

mercoledì 25 luglio 2018

Tobacco Collection Rich Warm Addictive - Zara

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Cognac e miele, subito, come in una tazza di latte caldo. Poi cocco e olio essenziale di sandalo, denso, vischioso. Ritorna l'umore alcolico, caldo e stordente, odore di pelle calda, tabacco umido al miele, sabbia sotto il sole, odore di corteccia secca. Piccola creazione liquorosa, adatta forse più al clima invernale, ma che stranamente potrebbe funzionare anche nelle sere calde d'estate.
Mi richiama fortemente l'abbinamento con un altro profumo di Zara, femminile questa volta: Nuit.
Provo ad abbinarli, layerizzandone uno strato sopra l'altro e poi tamponando senza sfregare con l'altro polso.
Annuso.

L'abbraccio dei due ha dato luogo ad una fusione calda e pastosa, umorale, carnosa e molto sensuale.
Là dove Nuit mancava di calore, nell'angolo oscuro, questo ha portato dolcezza e pienezza.
Li dove Rich Warm Addictive mancava di profondità, la Nuit ha aggiunto corpo e ossa.
Respirando il respiro dell'altro, in simbiosi, fatti della stessa carne.

Sull'altro polso, dove giaceva solitario Accord No 3 - Woody, i due hanno portato fuoco e vita.
Come in un ménage à trois ben riuscito ognuno si sente amato e adorato e gode dell'affiatamento come ad aver trovato l'anima gemella.

P.S. siamo a maggio e ho provato a fare altre layerizzazioni, questa volta con Lost Cherry di Tom Ford; l'unione di questi due dolcioni ha dato luogo ad un annullamento delle note per me disturbanti di entrambi. Non hanno una durata eccezionale ma rimane poi sulla pelle uno skin scent pulito e femminile, quasi come se insieme avessero dato luogo ad un muschio bianco trasparente e croccante.

Tobacco Collection Rich Warm Addictive (Zara) - 2016 - Orientale Legnoso Mielato  (-)
Tabacco, Cocco, Sandalo, Miele, Cedro